Ciao Gianni

In questo momento, che è il momento del silenzio e del dolore, ci manca più che mai la tua forza d’animo, la tua vitalità e la tua amicizia.

Claudio e Andrea

Mu.Na.Or.T.O. Il perché di un MUSEO!

di Claudio Frontali

Visitare un museo è come compiere un viaggio emozionante alla scoperta di civiltà lontane, talvolta scomparse. Con i suoi oggetti, opere d’arte, reperti archeologici e tanto altro. Il museo, in pochi secoli, è diventato uno degli strumenti principali per educare il pubblico alla conoscenza, per metterlo in contatto con la propria civiltà e con quella di mondi diversi.

Che cos’è un museo: come nasce e perché

E’ il luogo destinato alla conservazione, studio ed esposizione di oggetti di interesse culturale. Il termine deriva dal greco mouseion, tempio dedicato alle Muse e nome di un edificio costruito ad Alessandria d’Egitto nel III secolo a.C., famoso per la sua biblioteca e centro di cultura e insegnamento. Il “museo”, quindi, luogo di conservazione ed esposizione di oggetti, che si pone come fine precipuo la diffusione della cultura presso il pubblico, nacque con l’Illuminismo nell’ambito delle nuove teorie libertarie sull’educazione, considerata strumento di liberazione e di innalzamento dell’uomo, in antitesi col concetto di cultura di élite.
Intorno alla metà del ‘500, con il diffondersi del collezionismo, la parola museo iniziò a indicare una raccolta ordinata di opere d’arte o di vari tipi di oggetti, come strumenti scientifici, curiosità naturali, reperti antichi, oggetti preziosi, testimonianze della storia del proprio paese o di usi e costumi esotici.
Con il mutare dei sistemi culturali si modificarono i criteri di selezione degli oggetti ritenuti rilevanti, le finalità e le forme per la loro organizzazione ed esposizione, per esempio nel ‘600 con l’esaltazione dell’effetto di sorpresa e meraviglia, nel ‘700 degli scopi scientifici ed educativi, in seguito con una sempre crescente specializzazione e storicizzazione di tutti gli ambiti della cultura. L’accesso alle collezioni museali si estese progressivamente a nuove categorie di pubblico: nati come raccolte di raffinati ed eruditi collezionisti e tesori riservati ai principi, i musei acquisirono col tempo una prevalente funzione pubblica e sociale.

Il – Mu.Na.Or.T.O.

Abbiamo iniziato a raccogliere il materiale, (i primi oggetti sono stati i modelli da gipsoteca dello studio privato del Professor Giorgio Maj, donatici dal Professor Nerio Pantaleoni), sperando di poterli un giorno organizzare e mostrare.
Di seguito, sono arrivate promesse di donazione che speriamo non vengano disattese, di molti altri reperti. E pensando alla forma migliore per l’allestimento di questa ipotetica mostra, ci è parso che tutto quello che avevamo trovato fosse diventato all’improvviso “normale”, quasi banale. Come se gli oggetti in sé, perdessero di importanza, fosse senza “aura”, perché una branca così rilevante della medicina ed il suo microcosmo si basano su qualcosa di molto più complesso ed unico, su rapporti e sentimenti, sull’unione, l’empatia e talvolta l’antipatia, di un gruppo di persone che per certi periodi si trovano a camminare insieme.
Così un giorno, seduti attorno ad un tavolo, abbiamo iniziato il gioco dei ricordi

Allora gli oggetti che avevamo di fronte hanno perso la loro fisionomia e si sono trasformati.
Quel gioco ci è piaciuto, ci ha appassionato e ci ha convinto a fare qualcosa che non parlasse solo di oggetti, ma anche di cosa c’era dietro, di quegli anni, di com’era e di come è stato il “Mondo dell’Ortodonzia” e di come eravamo noi.
Il recupero e la valorizzazione della storia dell’arte sanitaria che ci contraddistingue, realtà inscindibilmente legata alle varie “Scuole Ortodontiche”, ha quindi un duplice obiettivo: da un lato riportare alla memoria una realtà passata che ha contribuito a caratterizzare l’identità Italiana e Mondiale dell’Ortodonzia e della sua gente, rafforzando il senso di appartenenza e di distinzione rispetto al processo di globalizzazione in atto oggi; in secondo luogo, far conoscere le peculiarità di questa memoria storica che ritroviamo ancora oggi in molti aspetti della nostra professione.
La futura visita che vi accingerete ad intraprendere nel nascente Mu.Na.Or.T.O., va considerata come un pretesto per conoscere le storie complesse dell’Ortodonzia e dei suoi protagonisti.

 

Claudio Frontali

 

(nella foto i  soci fondatori del museo Mu. Na. Or. T. O. – Gianni Grandi, Claudio Frontali e Andrea Notari, con l’allora presidente SIDO e nostro grande sostenitore dr. Claudio Lanteri).