Il  Museo: necessità concreta o desiderio dell’anima?

di Gianni Grandi

Visitare un museo è come compiere un viaggio emozionante alla scoperta di civiltà lontane, talvolta scomparse.

Il museo è diventato uno degli strumenti principali per educare il pubblico alla conoscenza e metterlo in contatto con la propria civiltà e con quella di mondi diversi.

Anche la storia dell’arte sanitaria è un’esempio di cultura: ci mostra come l’uomo ha cercato, nel corso del tempo, la conoscenza del proprio corpo.

La valorizzazione della storia dell’odontoiatria e più specificatamente quella ortodontica, è inscindibilmente legata alle varie “Scuole Ortodontiche”.

L’obiettivo del Museo è duplice. Da un lato si vuole riportare alla luce una realtà passata che ha contribuito a caratterizzare l’identità dell’ortodonzia e della sua gente, dall’altro, si vogliono far conoscere le peculiarità di questa memoria storica che ritroviamo ancora oggi in molti aspetti della nostra professione.

Queste considerazioni sono alla base del progetto per la realizzazione di un “MUSEO” di Ortodonzia e Tecnica Ortodontica.

Tale disciplina si sviluppa in Italia, sia da un punto di vista scientifico/tecnologico che economico per tutto il corso del XX secolo, e diventa un’importante realtà a livello nazionale ed internazionale.

Il modus operandi del Museo è la raccolta di strumenti, apparecchi, macchinari ma anche storie che documentino momenti importanti durante i quali l’ortodonzia italiana, e non solo, si è imposta.

Un aspetto importante di questo progetto è proprio il tentativo di narrare la storia delle persone (medici, tecnici ortodontisti, scuole ortodontiche) che hanno contribuito allo sviluppo della disciplina.

 

(nella foto i  soci fondatori del museo Mu. Na. Or. T. O. – Gianni Grandi, Claudio Frontali e Andrea Notari, con l’allora presidente SIDO e nostro grande sostenitore dr. Claudio Lanteri).